Il Paradiso dei Ciucci

La rappresentazione del ciuccio nella ceramica di Vietri compare intorno al 1924 ad opera di artisti stranieri

, in massima parte tedeschi, che lavorarono dal 1922 al 1947 nelle fabbriche e nei laboratori di ceramica vietresi. Riccardo Dolker immagina di riscattare le pesanti fatiche a cui venivano sottoposti all’epoca questi animali, raffigurandoli in un giardino dell’Eden con accanto angeli meravigliosi. Lo stesso Dolker realizzerà per la prima volta, al ritorno da un viaggio in Sardegna e in Tunisia, i primi asinelli modellati a tutto tondo. Eleganti e raffinati furono immediatamente riprodotti nelle altre fabbriche. I ceramisti vietresi ne diedero un’interpretazione più rozza e sarcastica, più vicina allo spirito meridionale. Questa versione ebbe grande successo. Riprodotto in milioni di esemplari è diventato il simbolo stesso della ceramica vietrese. Da allora si può dire che non c’è stato ceramista che non si è cimentato con la raffigurazione dell’asinello; così accanto alla versione ufficiale esiste una miriade di asinelli l’uno diverso dall’altro.

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